La violenza degli uomini sulle donne, comunemente definita oggi “violenza di genere”, è un fenomeno sempre più esteso nel nostro paese come nel mondo e strutturalmente legato alla dissimmetria culturale, economica e di potere tra uomini e donne.
 
Come emerge dal documento World’s Women 2010: Trends and Statistics, curato dal dipartimento per l’Economia e gli Affari sociali delle Nazioni Unite, la percentuale di donne che hanno sperimentato forme di violenza fisica è del 59%, ma il dato può variare ed anche molto a seconda del luogo in cui si vive: in molte regioni del mondo, infatti, gli abusi e i maltrattamenti verso le donne sono accettati, perché considerati “naturali”.
 
La violenza maschile sulle donne pur essendo comune a tutte le classi e le culture colpisce in particolare quelle donne che per condizione o per discriminazione appaiono più vulnerabili come: immigrate, appartenenti a minoranze etniche, detenute, vittime di tratta, disabili, rifugiate e richiedenti asilo, donne sole ed economicamente svantaggiate.
 
Quest’anno l’Istat ha avviato una nuova indagine sulla violenza contro le donne ma le ultime statistiche italiane, che risalgono al 2006, confermano che dai 16 ai 50 anni le donne muoiono più per violenza che per malattia o incidenti stradali. I dati sono comunque parziali perché a volte le vittime sono reticenti per vergogna, per paura, per senso di colpa, o perché pensano di non potere ottenere giustizia. L’azione delle istituzioni è infatti insufficiente e carenti sono i servizi di supporto, così la vittima è spesso sola davanti ad un destino tragicamente annunciato.
 
Di fronte ad una situazione che va progressivamente aggravandosi, è compito di tutte le istituzioni ma in particolare della scuola, luogo privilegiato dove si incontrano le giovani generazioni, promuovere un’efficace azione culturale per contrastare la violenza sulle donne e la cultura dell’abuso. Combattere la violenza contro le donne significa, infatti, combattere contro ogni forma di violenza. 
 
Si tratta di promuovere percorsi culturali capaci di rendere i giovani consapevoli della crisi di un modello di virilità che non corrisponde più alla realtà, di educarli a relazionarsi con le donne senza rancore o rabbia e nel rispetto della differenza, nonché di rafforzare e sostenere la libertà femminile, superando modelli e stereotipi negativi. Il lavoro educativo da svolgere è lungo, ma necessario se davvero ci proponiamo di prevenire la violenza.
 
Consapevole del ruolo e della grande responsabilità che ha la scuola nell’educazione delle generazioni future, la Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia è, dunque, impegnata a sostenere la informazione e a promuovere la formazione attraverso incontri tematici, corsi di formazione per le/i docenti e rendendo disponibile, in questo sito, il materiale informativo-didattico prodotto, con l’augurio che ciò aiuti a stimolare in tutte e tutti una profonda riflessione.
 
Maria Luisa Altomonte

 

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